Dai sordi, per i sordi: le nuove ricerche di Paddy Ladd arrivano in Italia

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Conosci il ricercatore sordo Paddy Ladd? È tra i maggiori protagonisti britannici sui Deaf Studies, e tra le figure più importanti della comunità sorda internazionale. È docente e ricercatore presso l’Università di Bristol e attivista per i diritti delle persone sorde. Ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo dei Deaf Studies contribuendo a fondare uno dei primi corsi universitari in quest’ambito. I Deaf Studies, ovvero gli studi sulla sordità, sono un campo di studi interdisciplinare che unisce linguistica, antropologia e sociologia, educazione, storia e studi rivolti alla cultura sorda, che si propone di osservare, analizzare e approfondire la sordità come fenomeno culturale, linguistico e sociale, focalizzandosi sulla comunità sorda come minoranza linguistica e culturale.

La sordità, quindi, non è più considerata solo non come disabilità o “mancanza di udito”, ma come identità di appartenenza ad un gruppo, ad una comunità. Ed è per questo motivo, che si va anche a delineare e definire il concetto di Deafhood, altro concetto fondamentale dei Deaf Studies. Deafhood è il processo personale e collettivo di costruzione dell’identità sorda, un modo di essere, fondato su una lingua, una cultura e una visione del mondo proprie della comunità sorda. È il percorso attraverso cui una persona sorda scopre, afferma e valorizza la propria identità culturale e linguistica, liberandosi dai modelli imposti dalla società “udente”. In sintesi, è la coscienza positiva di essere sordi.

Copertina dell’edizione italiana del libro 'Verso la comprensione della cultura sorda – Alla ricerca della Deafhood' di Paddy Ladd accanto a una foto dell’autore che esegue il segno di 'Deafhood', indossando una maglietta con lo stesso simbolo.

Questi concetti e studi nascono negli anni ’80 e ’90 negli Stati Uniti e in Regno Unito, come risposta alla visione puramente medica e riabilitativa della sordità. E uno dei fondatori è proprio Paddy Ladd. Il suo libro più famoso è Understanding Deaf Culture: In Search of Deafhood. Clevedon, (Ladd, P, 2003, Clevedon: Multilingual Matters) testo fondamentale del pensiero sordo contemporaneo che finalmente dal 2023 è disponibile anche tradotto in italiano da Valentina Bucchieri in collaborazione con il Laboratorio LACAM ISTC -CNR e il Gruppo SILIS, Verso la comprensione della Cultura Sorda: alla ricerca della Deafhood (P. Ladd, 2022, Roma: Edizioni dell’Asino). Per chi non lo conoscesse, consiglio di approfondire la sua figura attraverso questo articolo.

È stato recentemente in Italia per presentare alla comunità sorda locale le sue nuove ricerche. Paddy Ladd sta, infatti, approfondendo i suoi studi, ormai da diverso tempo, nell’ambito delle Deaf Pedagogies, ovvero delle strategie di insegnamento dei docenti ed educatori sordi basate sui valori e le intuizioni culturali propri della comunità sorda. Ha osservato che, a partire dal concetto di olismo culturale, vi sono sei livelli nel processo di insegnamento alle persone sorde e che questi livelli non solo si sovrappongono fra loro ma sono anche interconnessi e influenzano lo sviluppo psico-fisico della persona sorda.

Fotografia di Paddy Ladd accanto alla copertina del suo libro 'Understanding Deaf Culture: In Search of Deafhood', un’opera fondamentale per la comprensione della cultura sorda e del concetto di Deafhood.

Diamo un’occhiata più da vicino:
1. Sviluppo dei motori cognitivi dei bambini sordi (0-5 anni)
Attivare i processi cognitivi con strategie per conquistare l’attenzione, promuovere e modellare le capacità di pensiero critico e interpretare i rapporti di causa ed effetto, non solo i concetti base di uso quotidiano.
2. Acquisizione consapevole delle varie modalità (visuale, gestuale, tattile // 0-5 anni)
Riconoscere la “visività” della propria lingua, innanzitutto attraverso le espressioni facciali, per conquistarne la “fisicità” e padroneggiare la “spazialità” ovvero una cornice più ampia in cui si esprimono tutte le lingue dei segni.
3. Creazione di “safe deaf spaces” (spazi sordi protetti – tutte le età)
Importante per tutte le età ma particolarmente rilevante nei primi anni di vita, secondo Ladd, è inserire il bambino sordo in una classe che non sia “il ghetto della disabilità” ma uno spazio sicuro in cui i bambini possano esprimere sé stessi in quanto sordi e in quanto individui unici, con strategie di riscaldamento e defaticamento pre e post studio, adatte allo stile di apprendimento dei sordi.
4. Accelerazione dello sviluppo linguistico (7-11 anni)
Giochi linguistici, micro-storie e tanta pratica secondo il principio del “BSL first, English later”, ovvero “Prima la lingua dei segni, poi la lingua vocale”, in quanto aiutano i bambini a giungere ad una consapevolezza maggiore della propria lingua, che viene percepita più naturale proprio come sarebbe per un pesciolino nuotare nell’acqua.
5. Individuazione del proprio posto nel mondo (5-11 anni)
A questa età è già possibile conoscere i “due mondi”, quello udente e quello sordo, mostrare e spiegare prime nozioni sui Deaf Studies e comprendere concetti come identità sorda, comunità e famiglia.
6. Strategie per vivere bene sia nel “mondo sordo” che nel “mondo udente” (7-18)
Fornire una sorta di guida morale, che Ladd definisce “Deaf Smart”, ovvero “acume sordo”, che permette di acquisire strategie di problem-solving con schiettezza ma anche disciplina. Comprendere che si esiste in quanto individui ma che bisogna agire anche per il bene e l’avanzamento di tutta la comunità sorda secondo il principio “pensate per voi stessi ma lavorate insieme”.

Ladd cerca di incoraggiare ulteriormente l’incontro e il confronto fra educatori e docenti sordi in tutte le comunità nazionali affinché diventino consapevoli che c’è un vero e proprio bagaglio, definito da Ladd stesso “curriculum” di studio e strategie non riconosciute perché finora si insiste sempre e solo nell’adattare le strategie educative del mondo udente ai bambini sordi. Sottolinea quanto sia rilevante per i bambini sordi, come per i bambini udenti, ritrovarsi di fronte ad esempi concreti di vita adulta da persona sorda, per imparare alla maniera sorda e per vivere pienamente, come lo si augura a tutti i bambini.

Articolo a cura di Connie Ciocia,
interprete VEASYT italiano-LIS

Guarda la traduzione in lingua dei segni italiana (LIS) del seguente articolo a cura dell'interprete VEASYT Martina Previti:


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