“Repubblica Sorda”, il primo Festival di “Arti Segnanti”

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Il 15 e 16 novembre, presso lo Spazio Rossellini, polo romano dedicato alla creatività e alla promozione delle arti performative, si è svolta la prima edizione del Festival di Arti Segnanti “Repubblica Sorda”, con la direzione artistica di Diana Anselmo, performer e artista visivo queer. L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’associazione ArteZ, ATCL (Circuito Multidisciplinare del Lazio) e il Pio Istituto dei Sordi di Milano.

Il nome del festival è ispirato al libro di poesie Repubblica sorda (Stati Uniti 2019- Italia 2021) di Ilya Kaminsky, autore e poeta sordo. L’opera racconta di una città immaginaria, occupata da un esercito. Durante una protesta, i soldati uccidono Petya, un giovane sordo. Il colpo di arma da fuoco rappresenta l’ultimo suono udito dagli abitanti: da quel momento, la città sprofonda nella sordità collettiva. I cittadini scelgono di reagire inventando una lingua dei segni autonoma, sconosciuta alle autorità, trasformandola in strumento di resistenza.

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You Have to Be Deaf to Understand, regia e coreografia Diana Anselmo, Ph Alessandro Villa.

Ed è in riferimento a questa resistenza che è stato scelto di intitolare il Festival delle Arti Segnanti proprio “Repubblica Sorda”. Durante l’apertura del festival, Diana Anselmo ha, infatti, spiegato come il termine repubblica richiami l’idea di resistenza: un atto politico verso una società che ancora fatica a riconoscere e valorizzare le arti performative delle persone sorde. Il concetto si lega anche all’origine latina del termine res publica, ovvero lo spazio democratico in cui tutti i cittadini sono uguali, senza privilegi. Il festival si configura quindi un luogo di equità, espressione artistica e condivisione, dove la lingua dei segni diventa corpo, voce e identità.

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A sinistra, Antigone - Compagnia teatrale Senza Parole, regia Martina Marchi, PH Chiara Frigerio.
A destra, CO(r)DA LA MIA VOCE - Compagnia Arte&Mani - Deaf Italy ETS regia Dario Pasquarella, Ph Sara Badii.

Il programma prevedeva anche due momenti di workshop, uno per le persone segnanti e l’altro per chi, a digiuno di lingua dei segni, voglia entrare in contatto con la lingua e la comunità sorda. È stato inoltre previsto un momento di riflessione sulla situazione attuale del teatro sordo in Italia con la partecipazione straordinaria del direttore artistico del Festival Clin d’Oeil David De Keyzer.
Sono stati due giorni intensi, ricchi di attività e performance realizzate da artisti sordi: attori, registi, ballerini. Sul palco si sono susseguiti spettacoli in LIS intervallati da interviste “deaf talk” ad alcuni degli artisti partecipanti. Per il programma completo: https://www.spaziorossellini.it/2025/repubblica-sorda.
Un’occasione preziosa di incontro, socialità e riflessione sulle arti performative del mondo sordo. Oltre 400 gli spettatori presenti della comunità sorda: artisti, ricercatori, interpreti LIS e studenti, alcuni provenienti dall’estero.
L’entusiasmo e la partecipazione hanno dimostrato quanto questo progetto fosse necessario e quanto sia vivo il desiderio di continuare a costruire spazi in cui le persone sorde possano rivelare i loro talenti. La seconda edizione è già attesa con grande interesse!

Articolo a cura di Valentina Ponticelli,
interprete VEASYT italiano-LIS

Guarda la traduzione in lingua dei segni italiana (LIS) del seguente articolo a cura dell'interprete VEASYT Elena Pretato:


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